MTM n°12
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 4 - Numero 2 - mag/ago 2005
Dibattiti
 



Salvatore Bardaro


Anno 4 - Numero 2
mag/ago 2005



Medicine Non Convenzionali e Medicina Accademica avvicinate dalla Scienza
di Salvatore Bardaro

Le MNC costituiscono un Corpus Teorico Medico a cui oggi è impossibile non volgere gli occhi con riguardo. Recenti acquisizioni scientifiche conducono infatti ad una richiesta di seria ed approfondita valutazione da parte della Scienza Istituzionale. Accostare diversi “Saperi” della Salute, offrirà un orizzonte più ampio di soluzioni al Problema della Guarigione

Il dott. Salvatore Bardaro è Odontoiatra, diplomato in Omeopatia, Omotossicologia, Medicina Tradizionale Cinese e Agopuntura, ElettroAgopuntura. Docente accreditato presso le Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata per le Mnc.
Docente per la Scuola di Mtc presso la Fondazione Internazionale Fatebenefratelli di Roma. Docente Aiot [Associazione Medica Italiana di Omotossicologia] per la Scuola di Odontoiatria Biologica e per vari Corsi e Seminari monotematici originali dell’autore. Membro della Commissione Cultura e Aggiornamento dell’OMCeO Roma in qualità di Coordinatore della Sottocommissione Medicine Non Convenzionali. Presidente Fondatore dell’Amnco [Associazione per Medicine Non Convenzionali in Odontoiatria]

 

 

Uno dei maggiori ostacoli al sereno accoglimento delle Medicine Non Convenzionali in seno alla Medicina Accademica è il nostro retaggio cartesiano. Cartesio, Galileo e Newton, avendo impostato il “paradigma scientifico occidentale moderno”, sono considerati i padri della “verità scientifica” che si configura con “la verità”, così come il “non scientifico” è comparato con il “non vero”. Tale premessa, assumendo come postulato il ritenere di muoversi nel tutto dello scibile anziché in una parte, è in antitesi con il pensiero filosofico-scientifico puro. Il fenomeno di un farmaco che agisce pur se le molecole del principio attivo non si ritrovano più nel solvente in cui sono state diluite [Omeopatia] si scontra con il “nostro” modo di fare scienza. Molto meno con la “scienza”. Einstein, Prigogine, Pibram, Capra hanno delineato una concezione del mondo che prevede l’identità tra Materia ed Energia e l’interscambiabilità tra Particella ed Onda. La “Moderna” Fisica Quantistica [che ha già circa 80 anni], in linea con certi assunti dell’agopuntura e confutante le convinzioni cartesiane, dimostra che il corpo più solido è costituito per almeno l’80% di vuoto in cui vibrano corde di energia; la massa è quindi energia compattata. Forse è proprio tale impronta energetica a restare nel farmaco omeopatico sostituendo la componente particellare. La biologia molecolare ha evidenziato che molti meccanismi letti in sola chiave biochimica hanno in realtà una componente biofisica.
Finora l’interazione tra recettore ed effettore si è configurata in un legame chimico del tipo chiave-serratura; molti studi mostrano invece il ruolo principale di legami fisici tipo elettrone-orbitale [proteina G]. Il messaggio elettromagnetico [o energetico] risulta ostico alla biologia in linea con il nostro frame mentale. Sembra infatti un delirio parlare di interdipendenza d’organi a distanza e per es. utilizzare, da parte del dentista, una tavola dei Rapporti Dente-Organo.
Pur vivendo nell’epoca dei telecomandi e di internet la nostra mente, pregna di frammentante Meccanicismo Cartesiano, non ci fa apparire illogico dare poca considerazione a tali argomenti.
Forse dovremmo reintrodurre le teorie di Bechamp e di Enderlein sul Pleomorfismo batterico nelle università accanto a quelle semplicistiche di Pasteur sul Monomorfismo. Oppure soffermarci di più sulle acquisizioni di Pischinger sul ruolo centrale del mesenchima [Omotossicologia] invece di evidenziare solo le affermazioni di Virchow. Dovremmo anche allargare i corollari dei celeberrimi studi sul Lac Factor e la Fosfatasi Alcalina poiché illustrano il principio di similitudine [Omeopatia]. Stessa cosa per il fenomeno di “inversione dell’effetto a seconda della concentrazione” [Legge di Arndt-Schultz] che spiega l’azione degli isopatici. Disponiamo pertanto di matrici comuni a più discipline che aspettano solo di essere interpretate secondo apposite chiavi di lettura e applicate. Abbiamo insomma una Medicina che non sappiamo di avere.


Per una medicina unica
La FNOMCeO [18 maggio 2002 -Terni] elenca come MNC ritenute rilevanti in Italia: Fitoterapia, Omeopatia, Omotossicologia, Medicina Antroposofica, Medicina Tradizionale Cinese, Agopuntura e Medicina Ayurvedica.
Il principio olistico ed energetico pervadono queste culture e discipline che sono tanto orientali [MTC, Ayurveda] quanto occidentali [Omeopatia, Omotossicologia], sia antiche che nuove [MTC 5.000 anni, Omeopatia 200 anni, Omotossicologia 70 anni].
Il fenomeno crescente diffuso è quello di una loro applicazione non in maniera esclusiva da parte di medici ed odontoiatri. Praticare un’analgesia odontoiatrica con agopuntura, indicare un farmaco omeopatico in luogo di un antibiotico nell’allergico o inserire i Fiori di Bach in una prescrizione preintervento è una prassi sempre più frequente e gradita dai pazienti. Va detto però che l’apporto determinante delle MNC, per centrare l’obiettivo di una Medicina “Unica”, consiste, oltre che nei suoi “strumenti” con cui spesso si rischia di fare una semplicistica quanto inefficace traduzione delle terapie allopatiche, soprattutto nell’inquadramento del paziente, nello sviscerare un “terreno” dove la patologia non è altro che un “esantema” indicatore della condizione di questo.