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a cura di Francesca Decarlo.
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TUMORE TRASMESSO AL FETO RARI CASI DI DEFICIT IMMUNITARIO
Lo studio è cominciato nel 2006 sul caso di un neonato giapponese
morto di leucemia. Il contagio è dovuto a una debolezza
del sistema di difesa. Una donna incinta in Inghilterra ha
trasmesso il tumore alla figlia quando ancora questa si trovava
nella placenta. La donna, morta di leucemia a soli 28 anni,
rappresenta il primo caso accertato di trasmissione del cancro
da madre a figlio. Sono circa una trentina al mondo i casi di madri
e feto con lo stesso tipo di tumore, ma finora il legame non
era mai stato dimostrato con certezza. La scoperta di un rapporto
diretto e dimostrabile è stata fatta dai ricercatori inglesi
dell'Institute of Cancer Research e getta nuova luce su un mistero
che da circa un secolo attira l'attenzione degli scienziati
di tutto il mondo.
La spiegazione, stando alla ricerca, starebbe in un difetto genetico
del feto, che impedirebbe al suo sistema immunitario di
riconoscere le cellule materne come estranee, inglobandole.
Questo particolare fenomeno riguarda soprattutto tumori come
il melanoma e la leucemia, che hanno un'elevata tendenza
alle metastasi.
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MENO MALATTIE PER CHI LAVORA IN PENSIONE
Si ammalano meno le persone che continuano a lavorare parttime
anche dopo l'età della pensione. Secondo una nuova ricerca
Usa, gli americani che restano nel mondo produttivo con
occupazioni temporanee o part-time dopo essere andati in pensione
dal loro lavoro principale soffrono rischi inferiori del 17%
di venire colpiti da malattie fisiche gravi, rispetto a chi smette
di lavorare completamente. I dati emergono da una analisi di
12.189 persone tra i 51 ed i 61 anni intervistate a intervalli di due
anni dai ricercatori dell'università del Maryland. La ricerca ha anche
indicato che a beneficiarne è anche la salute mentale: chi
continua a lavorare ha mostrato un livello di benessere psicologico
più alto del 31% rispetto a chi era andato in pensione.
Con una differenza: il beneficio si ottiene soprattutto se si continua
a svolgere part-time un'attività coerente con la propria professione,
mentre le performance non sono altrettanto brillanti
se il lavoro post-ritiro è completamente diverso da quello svolto
in precedenza. Secondo i ricercatori il motivo potrebbe risiedere
nel fatto che la necessità di adattamento e di apprendimento
a una nuovo contesto professionale possa causare stress
e quindi vanificare in parte i benefici dell'attività intellettuale.
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MISTERIOSI TUMORI A PAOLA DOVE I GIOVANI SI AMMALANO DI PIÙ
Su 12.590 pazienti, a Paola, la percentuale di giovani ammalati
di tumore è quattro volte superiore alla media nazionale.
Il picco di malattie si è registrato negli ultimi dieci anni.
Paola è una cittadina tirrenica che si trova a metà strada tra
Cetraro ed Amantea, dove si è spiaggiata l'ormai tristemente
famosa JollyRosso, con il suo carico di fusti tossici. Non si
sa ancora con certezza dove siano stati interrati i rifiuti - la
Procura di Paola sta indagando su questo - ma di certo proprio
a partire dall'arrivo della nave sono aumentati i tumori
nella popolazione giovane. La statistica realizzata da dott. De
Matteis dimostra che nella fascia tra i 30 ed i 34 anni, i giovani
si ammalano di tumore con una media del 2.90% contro
la media nazionale dello 0.74% per gli uomini e dello
0.86% per le donne. Dai 35 ai 39 anni la media è del 2.07
contro quella nazionale dell'1.24 per gli uomini e dell'1.78 per
le donne. Nella fascia dai 40 ai 44 anni la media a Paola è
del 4.15% contro il 2.11 per i maschi e il 3.33 per le donne.
Ma anche se guardiamo la fascia dei 60 - 64 anni il tasso del
15,77% è superiore all'11.43 dei maschi e all'11.69 delle donne.
Dopo i 65 anni la media scende.
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NIENTE SCULACCIATE: I BIMBI DIVENTANO PIÙ AGGRESSIVI
Secondo uno studio pubblicato su Child Development i bambini
che hanno ricevuto più punizioni fisiche rischiano da grandi
di diventare più aggressivi, ribelli e di avere uno sviluppo cognitivo
minore. Per educare meglio una bella ramanzina, spiegano
i ricercatori della Duke University che insieme ad altri cinque
grandi atenei americani hanno misurato le capacità intellettive
di quanti da piccoli hanno ricevuto più sculacciate. I "monelli"
tra i 5 e i 16 anni di età puniti fisicamente hanno due o
tre volte più probabilità di sviluppare un comportamento antisociale
rispetto a quelli puniti solo "verbalmente".
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