MTM n°24
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 8 - Numero 3 - ott/dic 2009
Abstract
 


Francesca 
        Decarlo
Francesca Decarlo

Anno 8 - Numero 3
ott/dic 2009

 



Letti per voi
a cura di Francesca Decarlo.


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TUMORE TRASMESSO AL FETO RARI CASI DI DEFICIT IMMUNITARIO
Lo studio è cominciato nel 2006 sul caso di un neonato giapponese morto di leucemia. Il contagio è dovuto a una debolezza del sistema di difesa. Una donna incinta in Inghilterra ha trasmesso il tumore alla figlia quando ancora questa si trovava nella placenta. La donna, morta di leucemia a soli 28 anni, rappresenta il primo caso accertato di trasmissione del cancro da madre a figlio. Sono circa una trentina al mondo i casi di madri e feto con lo stesso tipo di tumore, ma finora il legame non era mai stato dimostrato con certezza. La scoperta di un rapporto diretto e dimostrabile è stata fatta dai ricercatori inglesi dell'Institute of Cancer Research e getta nuova luce su un mistero che da circa un secolo attira l'attenzione degli scienziati di tutto il mondo.
La spiegazione, stando alla ricerca, starebbe in un difetto genetico del feto, che impedirebbe al suo sistema immunitario di riconoscere le cellule materne come estranee, inglobandole.
Questo particolare fenomeno riguarda soprattutto tumori come il melanoma e la leucemia, che hanno un'elevata tendenza alle metastasi.


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MENO MALATTIE PER CHI LAVORA IN PENSIONE
Si ammalano meno le persone che continuano a lavorare parttime anche dopo l'età della pensione. Secondo una nuova ricerca Usa, gli americani che restano nel mondo produttivo con occupazioni temporanee o part-time dopo essere andati in pensione dal loro lavoro principale soffrono rischi inferiori del 17% di venire colpiti da malattie fisiche gravi, rispetto a chi smette di lavorare completamente. I dati emergono da una analisi di 12.189 persone tra i 51 ed i 61 anni intervistate a intervalli di due anni dai ricercatori dell'università del Maryland. La ricerca ha anche indicato che a beneficiarne è anche la salute mentale: chi continua a lavorare ha mostrato un livello di benessere psicologico più alto del 31% rispetto a chi era andato in pensione.
Con una differenza: il beneficio si ottiene soprattutto se si continua a svolgere part-time un'attività coerente con la propria professione, mentre le performance non sono altrettanto brillanti se il lavoro post-ritiro è completamente diverso da quello svolto in precedenza. Secondo i ricercatori il motivo potrebbe risiedere nel fatto che la necessità di adattamento e di apprendimento a una nuovo contesto professionale possa causare stress e quindi vanificare in parte i benefici dell'attività intellettuale.


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MISTERIOSI TUMORI A PAOLA DOVE I GIOVANI SI AMMALANO DI PIÙ
nave affondataSu 12.590 pazienti, a Paola, la percentuale di giovani ammalati di tumore è quattro volte superiore alla media nazionale.
Il picco di malattie si è registrato negli ultimi dieci anni.
Paola è una cittadina tirrenica che si trova a metà strada tra Cetraro ed Amantea, dove si è spiaggiata l'ormai tristemente famosa JollyRosso, con il suo carico di fusti tossici. Non si sa ancora con certezza dove siano stati interrati i rifiuti - la Procura di Paola sta indagando su questo - ma di certo proprio a partire dall'arrivo della nave sono aumentati i tumori nella popolazione giovane. La statistica realizzata da dott. De Matteis dimostra che nella fascia tra i 30 ed i 34 anni, i giovani si ammalano di tumore con una media del 2.90% contro la media nazionale dello 0.74% per gli uomini e dello 0.86% per le donne. Dai 35 ai 39 anni la media è del 2.07 contro quella nazionale dell'1.24 per gli uomini e dell'1.78 per le donne. Nella fascia dai 40 ai 44 anni la media a Paola è del 4.15% contro il 2.11 per i maschi e il 3.33 per le donne.
Ma anche se guardiamo la fascia dei 60 - 64 anni il tasso del 15,77% è superiore all'11.43 dei maschi e all'11.69 delle donne.
Dopo i 65 anni la media scende.


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NIENTE SCULACCIATE: I BIMBI DIVENTANO PIÙ AGGRESSIVI
Secondo uno studio pubblicato su Child Development i bambini che hanno ricevuto più punizioni fisiche rischiano da grandi di diventare più aggressivi, ribelli e di avere uno sviluppo cognitivo minore. Per educare meglio una bella ramanzina, spiegano i ricercatori della Duke University che insieme ad altri cinque grandi atenei americani hanno misurato le capacità intellettive di quanti da piccoli hanno ricevuto più sculacciate. I "monelli" tra i 5 e i 16 anni di età puniti fisicamente hanno due o tre volte più probabilità di sviluppare un comportamento antisociale rispetto a quelli puniti solo "verbalmente".