| L'odontoiatria per la promozione dell'uomo. Intervista a Laura Bruno Ugolini Presidente dell’Associazione di Volontariato “Solidarietà Vincenziana”
di Nicoletta Alborino
I GRUPPI DI VOLONTARIATO VINCENZIANO di Roma
[G.V.V.] vanno sempre maggiormente qualificandosi
in una duplice direzione, da una parte
l’azione del pronto intervento immediato in
risposta ai bisogni più urgenti, dall’altra quella
a lungo termine in collaborazione con gli
enti pubblici del territorio e privati, per rimuovere
le cause che generano povertà.
Questo avviene secondo una comprensione
ampia della povertà e dei bisogni conseguenti,
intendendo per povertà non solo la mancanza
di denaro, ma anche di salute, di lavoro,
la solitudine affettiva, l’assenza di relazioni,
gli handicap fisici e mentali, le sventure familiari
e tutte le frustrazioni che provengono
dalla incapacità di integrarsi nel gruppo
umano più prossimo e che ostacolano la loro
promozione che ci sta tanto a cuore.
Per rispondere ad esigenze così complesse,
è evidente che la formazione dei volontari è
il presupposto indispensabile per ogni azione
organizzata, continuativa e competente.
Tale formazione avviene attraverso corsi e
convegni con aggiornamenti culturali, tecnici
e spirituali da parte di docenti specificamente
competenti. Lo scopo è quello di
formulare nuove risposte alle sofferenze,
adattando i mezzi all’evolversi dei tempi della società. Alcuni anni fa, per rispondere concretamente,
è stata fondata, ad iniziativa dei
Gruppi di Volontariato Vincenziano, l’associazione
ONLUS Solidarietà Vincenziana, che
ha dato origine al Centro Odontoiatrico intitolato
allo scomparso G. Menichelli.
Racconta la fondatrice del Centro ed attuale
presidente signora Laura Bruno Ugolini, in
un rapporto già pubblicato, di aver avuto
una sorta di intuizione provvidenziale:
«Mohamed e Pietro erano sul ciglio del marciapiede,
poco distanti da un centro di accoglienza,
intenti a frantumare con un sasso
un panino con mortadella: al mio interessamento
hanno risposto con un sorriso mostrando
la bocca priva di denti; fu un segnale:
in quel momento, e loro non lo sapranno
mai, germogliò in me l’idea di un nuovo servizio
di volontariato necessario ed urgente
per tanti altri fratelli in difficoltà, come loro,
gli ultimi». Scopo del centro è innanzitutto
responsabilizzare i pazienti all’importanza
del cavo orale, visto non come un sistema a
se stante, ma come espressione dell’essere
umano nella sua finalità.
È fondamentale donare qualità anche a quelle persone che per motivi diversi non
possono permettersela, non solo dal punto di
visto estetico e funzionale ma anche psicologico,
attraverso la valorizzazione dell’intera
persona ed il miglioramento del proprio
status vivendi attuale e futuro nella consapevolezza
che tutti gli organi e le funzione del
corpo sono strettamente collegate fra loro.
Il Centro odontoiatrico, che svolge un servizio
completamente gratuito è stato creato nel
1996 ed aveva la sua prima sede nel quartiere
romano di Trastevere. Successivamente,
nel 2001 la sede è stata ampliata, in rapporto
al sempre maggior numero di richieste di cure
ed opera attualmente nel quartier Prati in
via Virginio Orsini 1 in locali messi gratuitamente
a disposizione dalle suore di Santa
Marta. Nel complesso operano a titolo volontario
e gratuito 22 medici dentisti, 3 ferristi,
2 igienisti, 3 odontotecnici, 10 segretarie,
in parte dedicate all’accoglienza dei pazienti
che hanno difficoltà di lingua e di orientamento
nelle cure da intraprendere. Il servizio
impegna ogni anno circa 16.000 ore di lavoro
su 1.200 pazienti che sono tutti indigenti e
comunque privi di assistenza sanitaria.
Le prestazioni riguardano soprattutto igiene
e prevenzione conservativa, endodonzia,
chirurgia orale, protesi mobile, prevenzione
ed ortodontia dei bambini: proprio questi ultimi
vengono particolarmente seguiti per offrire
loro una prevenzione accurata in rapporto
con la crescita.
Come primo intervento viene praticata l’igiene
orale seguita da una anamnesi ed una
serie di ortopanoramiche radiografiche, dopodiché
si praticano gli interventi successivi
necessari, fino ad una applicazione di protesi
dentaria, quando necessario [420 nel 2008].
Le limitate disponibilità di risorse economiche,
rispetto al numero delle prestazioni effettuate
sono totalmente impiegate per l’acquisto
e il rinnovo delle indispensabili strutture
e per il materiale di cura.
Il Centro, rileva infine la presidente, è assai
preoccupato per la situazione sanitaria dei
senza fissa dimora, degli immigrati senza
permesso di soggiorno e di uomini e di donne
che fanno uso di droghe. Per questo vogliono
essere al servizio degli “ultimi” ed affermano
con Padre G. Menichelli che «i poveri
non ci domandano di andarli a raggiungere
nella loro miseria, ma aiutarli ad uscirne
dignitosamente».
L’ODONTOIATRIA
SOCIALE IN ITALIA
In Italia, dal 1999 al 2002, circa 1 milione e 600
mila persone hanno smesso di andare dal
dentista. La percentuale della popolazione italiana
che va almeno una volta l’anno dal dentista
è scesa dal 34 al 31 per cento, uno dei
più bassi tassi dell’Europa occidentale.
L’assistenza odontoiatrica in Italia è prevalentemente
fondata sull’assistenza privata. Un
modello che negli anni, pur avendo migliorato
la salute orale di una buona parte della popolazione,
limita gli accessi alle fasce sociali
più deboli e non favorisce una cultura della
prevenzione. L’odontoiatria Pubblica in Italia
non serve la maggioranza della popolazione:
- Questo è dovuto sia alla mancanza di strumenti
appropriati per la razionalizzazione dei
servizi a livello territoriale, sia alla scarsità delle
risorse allocate per l’odontoiatria.
- Un’indagine del Censis nel 2003 ha stabilito
che il 70,5% degli italiani non si è mai rivolto
a un servizio di odontoiatria pubblica.
- “L’elevato costo è la prima barriera per l’accesso
alle cure orali, insormontabile per molti
cittadini”, che diventano coscienti del bisogno
delle cure “soprattutto nel momento dell’emergenza,
dopo essersi trascurati a causa
dei costi elevati. Essi ignorano, per lo più, la
possibilità di prevenire la patologie orali e i
possibili trattamenti minimi”.
|