MTM n°24
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 8 - Numero 3 - ott/dic 2009
Lettere
 





Anno 8 - Numero 3
ott/dic 2009

 

Veniva alimentata da una sondina che dal naso le arrivava nello stomaco, veniva imbottita di farmaci e tranquillanti perché aveva sempre le convulsioni, i genitori ogni giorno domandavano ai dottori, ma nessuna risposta era positiva



LA TELEVISIONE: PREZIOSO STRUMENTO O CATTIVA MAESTRA?
di Lorenzo Siro Trezzini

LA TELEVISIONE, STRUMENTO “IDOLO” di ogni bambino, che tiene incollati milioni di adulti davanti allo schermo durante il TG. Nata come mezzo di informazione, si è evoluta come qualunque strumento che fa profitto, ovvero arricchendosi di programmi- spazzatura, reality show, il cui fine è solamente la distruzione di una forma di pensiero diversa dal vedere. E soprattutto evidenziare, a mò di “Grande Fratello”, la “falsa falsità” di una persona, i presunti doppi giochi per accaparrarsi il ricco premio finale e non vedere, magari, la sofferenza degli amici. Potrei definire, inoltre, quella maligna scatola nera un mezzo ipnotico, che ti spinge a comprare quelle crocchette, e qualunque altra merce [ma l’inganno più spudorato si esercita sul cibo] che in TV [e, sottolineo, in TV] sembrano così buone e appetibili, ricche di ripieno; in realtà autentiche suole di scarpe appena le mangi.
Ma cosa ti spinge a comprarle ancora? La Tv ipnotica pensa proprio a tutto; infatti a darti gratificazione non è ciò che hai mangiato, bensì l’immagine della crocchetta, strafritta, ripiena e decisamente più appetibile della sostanza inorganica di cui ti sei cibato: nascosta nel tuo inconscio, ti fa piacere anche quel cibo che deficita di qualunque sostanza diversa dall’arsenio, dall’amianto o dalla plastica. Ma la maligna scatola oscura è solamente l’incarnazione di una società malata, il mezzo di propaganda per dire: «Guarda che programmi osceni; come ci siamo ridotti? ». Infatti questa è solo una delle mille sfaccettature di un sistema malato; voglio dire: se ci sono questi programmi e resistono indenni, anzi ogni anno fanno registrare un successo maggiore, qualcuno li dovrà pur vedere? La tragedia è che quel qualcuno siamo noi; siamo noi quelli che, pur di non sembrare emarginati, di avere argomenti di conversazione quando casualmente ci si incontra; pur di non perdere tempo a cercare qualche cosa da vedere [ormai difficilmente trovabile] che abbia un minimo di decenza, siamo noi che accettiamo la Tv così com’è. Siamo noi che stiamo tarpando le ali a una libertà di pensiero ormai ridotta agli abiti firmati, alla pancia scoperta, alle scarpe stragriffate.
Siamo noi che abbiamo ucciso “quell’angelo che girava senza spada” [citazione di Francesco de Gregori, La città dei fiori, canzone dedicata al grande Luigi Tenco, suicidatosi a Sanremo]; quell’angelo chiamato pensiero, quell’angelo che si distingue dagli animali, quell’angelo che stiamo barbaramente massacrando.
Dopo tanti aspetti negativi, ora che mi sono sfogato, potrei dire che la Tv ha anche dei “pro”: è sicuramente un mezzo di informazione ed un potentissimo mezzo di propaganda culturale. Arrivato a questo punto, vorrei far notare, ribadendo ciò che ho detto prima [e chiedendo scusa alla maligna scatola nera] che siamo noi che appena sentiamo il verbo “imparare” ci nascondiamo dietro al divano, armati fino ai denti di telecomando; noi che, tentando di rianimare l’amico appena svenuto per lo shock subito, ci affrettiamo a cambiare canale. Da qui nasce il circolo vizioso: noi rifiutiamo il sapere e guardiamo i programmi-spazzatura, che abbiamo come unica alternativa. La Tv, a sua volta, manda solo ciò che viene visto e finanziato e noi ci accontentiamo, quindi, di essere spettatori solo di quella merce scadente che ci offrono.
Io con la Tv, come credo che si sarà capito, non ho un rapporto forte: guardo solo i Simpson dopo pranzo. Mi capita di guardare molto la Tv solo quando il “sonno della ragione” mi attanaglia; quando sono arrabbiato, per illudermi di nascondermi in un mondo non mio, che disprezzo, ma che mi concede dieci minuti di ricarica, in cui non penso all’arrabbiatura; e, infine, quando sono triste. La Tv, ignaro mezzo maligno, che però asseconda i nostri voleri.
La televisione: prezioso strumento o cattiva maestra? Nessuno dei due: è il nostro strumento; è la cattiva società che ci si rispecchia e che fa risaltare i nostri difetti. La Tv siamo noi: miglioriamoci per migliorarla.


POESIE di Candido Rughetti

Una donna, una mamma
Si sveglia al mattino e il pensiero
Corre ai suoi cari, alla sua
Famiglia. Un bacio, una carezza
Al compagno della sua vita.
Un bacio ai figli, mille sono
Le cose da fare: cucinare, pulire
Panni, stendere, stirare, telefonare
Bollette da pagare, curare i fiori,
innaffiare, un lavoro fuori casa,
guidare nel traffico, ecc..ecc..
Quanto lavoro per una sola donna,
essere sempre disponibile con chi
ti è vicino, un’amica da accompagnare
una donna, una piccola grande donna
che sa dare, senza mai chiedere.
Lei sa soltanto spendere tutte le sue forze
E dare tutto quell’immenso amore,
essere una donna
Che sa dare se stessa e non chiedere compensi
Soltanto un po’ d’affetto, amore
Una donna, una mamma.

Una donna d’amare
Acqua limpida dove posso specchiarmi,
Montagne altissime dove cresce la stella alpina
L’immensa campagna in fiore sei per me
Il vento che mi avvolge e mi porta lontano,
mi accarezza, per questo ti amo
La pioggia che bagna e bacia il mondo
Sentirsi in paradiso, il fuoco che scalda il cuore
Tu sei il mio bene, anche la mia anima.

Così è la mia donna
Un fiore d’amore, un amore da rispettare
La gioia di vivere, amore tanto amore
Una montagna da conquistare, il mare
profondo da scandagliare
L’aria forte e leggera che ci accompagna
nel Cammino della nostra vita.

Cosa sei per me
Tu sei l’aria che respiro,
Il battito del mio cuore senza te
Non sa volare
La notte dormi al mio fianco
Io ti sento, so che ci sei
Io vivo di te.
Ti cerco nel buio, accarezzo il tuo viso,
ti sento e so di essere a casa.
Tu sei il mio paradiso.