MTM n°24
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 8 - Numero 3 - ott/dic 2009
Veterinario
 


Dr.ssa Claudia Di Bari
Dr.ssa Claudia Di Bari
Dottore in Medicina Veterinaria
con indirizzo malattie dei piccoli animali


Anno 8 - Numero 3
ott/dic 2009

 

La scelta di prescrivere un fitoterapico piuttosto che un farmaco di sintesi è spesso dettata dalla volontà di dare un“aiuto naturale” al paziente poiché si tratta di una medicina “viva” che reca con sé una energia viva




FITOTERAPIA IN VETERINARIA
Anche gli amici a quattro zampe vanno aiutati con rimedi naturali
della Dr.ssa Claudia Di Bari
Dottore in Medicina Veterinaria con indirizzo malattie dei piccoli animali
Diploma in Omeopatia Veterinaria
Attestato Hill’s in nutrizione ed alimentazione nel cane e nel gatto.
Consulente nutrizionale per Nutro azienda mangimistica specializzata [2001-2006]
Libero Professionista a Roma

Studio Via Pianeta Venere, 54
tel. 065290481-3477296699


gattoLA FITOTERAPIA, come già lascia immaginare la parola stessa vuol dire curare con piante o con estratti di queste. La fitoterapia è considerata una medicina alternativa o complementare, anche se alcune piante e soprattutto alcune frazioni di pianta sono riconosciuti e sfruttati anche dalla medicina scientifica tradizionale. La medicina popolare si serve di queste sostanze da tempi immemorabili.
Ippocrate citava il rimedio come terzo strumento del medico accanto al tocco e alla parola.
Le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute a partire dal materiale vegetale, sia fresco che essiccato, tramite estrazioni con solventi e metodiche diverse.
L’uso di piante e dei loro derivati può essere utile nella terapia, ma spesso si verifica uno sfruttamento promozionale di piante ed erbe delle quali si vantano proprietà terapeutiche non documentate e delle quali si ignorano i possibili pericoli. In particolare oggi sappiamo che esistono fitoterapici che interagiscono con i farmaci,riducendone l’attività o al contrario aumentandone la tossicità, tutte situazioni che devono essere ben conosciute onde prevenire guai anche pericolosi.
La fitoterapia non esclude l’autoprescrizione, tanto che esistono fitoterapici da banco senza obbligo di ricetta. Per la prescrizione occorre essere laureati in medicina, medicina veterinaria, odontoiatria.
In medicina veterinaria si debbono tenere conto di eventuali diversità specifiche di metabolizzazione delle sostanze contenute [è noto l’esempio della cicuta dei sui effetti collaterali e di come sia innocua negli ovini].
La scelta di prescrivere un fitoterapico piuttosto che un farmaco di sintesi è spesso dettata dalla volontà di dare un “aiuto naturale” al paziente poiché si tratta di una medicina “viva” che reca con sé una energia viva, appartenendo alla natura; e chi più dei nostri animali è più vicino ad essa?
Le preparazioni più utilizzate negli animali sono le gocce, ma per uso topico si ricorre anche ad unguenti e pomate.
Negli ultimi tempi si è vista un’ ampia diffusione sul mercato di prodotti fitoterapici destinati alla veterinaria sotto varie forme, ma soprattutto la presa di coscienza che anche i nostri piccoli amici a quattro zampe e non, vanno aiutati in maniera naturale. Basti vedere attualmente la presenza sempre più crescente di epatoprottettori per il fegato o disintossicanti associati a terapie classiche antibiotiche e non, e l’uso in allevamenti ovini, bovini, ecc. ad indirizzo biologico, dove anche l’Europa molto attenta a ciò ha prodotto una normativa specifica,il cui contenuto consiglia proprio l’utilizzo di rimedi omeopatici e fitoterapici che non presentano il problema dei residui sia nelle carni degli animali destinati alla alimentazione dell’uomo, e sia dell’ambiente con notevoli benefici facilmente intuibili.