MTM n°25
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 9 - Numero 1 - gen/apr 2010
Medicina non convenzionale
 


Vincenzo Aloisantoni
Prof. Vincenzo Aloisantoni
Dottore in odontoiatria e in biologia molecolare e biochimica, ricercatore e docente universitario



Ugo Cavicchia
Prof. Ugo Cavicchia


Noemi Gugliotti
Dott.ssa Noemi Gugliotti

Anno 9 - Numero 1
gen/apr 2010

 

Tra le diverse attività fisiche indicate nella somatopausa un posto di rilievo occupa il bodybuilding. Il processo fisiologico dell’accrescimento muscolare si arresta intorno ai 20 anni per mantenersi costante fino ai 40 anni per poi cedere ad una lenta e progressiva riduzione del numero delle fibre muscolari


È stato dimostrato che l’esercizio fisico è in grado di contrastare la progressiva degenerazione miofibrillare sia in modo diretto che indiretto




Somatopausa e attività fisica
Con il termine “somatopausa” si vuole sottolineare che la rapida caduta dell’ ormone della crescita che si verifica a partire dai 50 anni e svolge un ruolo determinante nella depressione del trofismo muscolare

del Prof. Vincenzo Aloisantoni, Prof. Ugo Cavicchia e della Dott.ssa Noemi Gugliotti

È STATO DIMOSTRATO CHE L’AUMENTO del numero degli elementi muscolari che si verifica durante il periodo fetale si arresta all’atto della nascita e che da questo momento in poi lo sviluppo dei muscoli si realizza attraverso un processo di ipertrofia delle singole fibre e cioè per un loro aumento di spessore e lunghezza e che questo processo fisiologico è posto sotto il controllo ormonale.
Com’è noto, gli ormoni più importanti nella stimolazione dell’accrescimento e nel mantenimento del patrimonio proteico muscolare sono: l’ormone della crescita [GH] che incrementa potentemente le sintesi proteiche favorendo il trasporto intracellulare degli aminoacidi plasmatici ed esaltando la sintesi di RNA e l’attività ribosomiale; l’insulina e gli steroidi sessuali [testosterone ed estrogeni] che potenziano l’attività del GH; gli ormoni tiroidei [T3, T4] che provvedono alle grandi richieste energetiche necessarie per la protidosintesi attraverso un marcato incremento degli enzimi mitocondriali.
È stato altresì dimostrato che, prescindendo dagli effetti dell’attività fisica, il processo fisiologico dell’accrescimento muscolare si arresta intorno ai 20 anni per mantenersi costante fino ai 40 anni per poi cedere ad una lenta e progressiva riduzione del numero delle fibre muscolari e ad un parallelo aumento dello stroma connettivo.
Tuttavia il momento in cui questi due processi [degenerazione miofibrillare e sostituzione fibrosa] assumono una decisa accelerazione tanto da configurarsi come una vera e propria “crisi muscolare” avviene solo intorno ai 50 anni e cioè in quel periodo della vita che gli Autori di lingua anglosassone definiscono “somatopausa” per sottolineare che la rapida caduta di GH che si verifica a partire da questa età svolge un ruolo determinante nella depressione del trofismo muscolare.
Nella somatopausa però accanto al deficit di GH un ruolo subalterno, ma molto importante assume anche il concomitante incremento dell’ormone prolattina [PRL] che a livello centrale è provocato dalla riduzione del tono dopaminergico che si manifesta, sia pure in modo sempre molto contenuto, già a partire dai 30 anni e a livello periferico dagli adipociti del grasso addominale.
Infatti l’associazione del deficit di GH e l’incremento di PRL attraverso un gioco di attivazione ed inibizioni enzimatiche [troppo complesso per essere sinteticamente descritto] si concretizza, da un lato, in una ridotta sintesi degli steroidi sessuali, dell’ormone attivo intracellulare T3 e della sensibilità recettoriale dei tessuti all’insulina, ovvero in una depressione di tutti gli ormoni che potenziano l’attività protidosintetica del GH, e, dall’altro lato, determina un marcato aumento del cortisolo che com’è noto esercita un’attività catabolica e degli steroidi [androstenediolo, diidrotestosterone] che stimolano fortemente la sintesi di tessuto fibroso interstiziale.
Tuttavia un esame, sia pure sommario, dei fattori che influiscono sul trofismo muscolare non può assolutamente trascurare il ruolo dell’attività fisica. Infatti è stato dimostrato che l’esercizio fisico è in grado di contrastare la progressiva degenerazione miofibrillare sia in modo diretto che indiretto.
Per quanto riguarda l’azione diretta basti considerare che nelle cellule muscolari isolate sottoposte a stiramenti meccanici ripetuti si registra un netto aumento del trasporto intracellulare degli aminoacidi e delle sintesi proteiche. Per quanto riguarda l’azione indiretta basti considerare che durante l’esercizio fisico si registra un incremento dei livelli di GH, degli ormoni tiroidei e degli steroidi sessuali [testosterone soprattutto] tranne che dell’insulina e ad eccezione del caso in cui l’impegno fisico è così intenso che per sostenersi è costretto ad utilizzare a fini energetici anche gli aminoacidi delle stesse proteine muscolari.
Una chiara ed inequivocabile prova dell’importante ruolo protettivo muscolare svolto dall’attività fisica viene fornita dalla micrografia elettronica che evidenzia come perfino nella senescenza avanzata si registra accanto agli inevitabili processi degenerativi un aumento di calibro delle fibre ancora indenni che fanno parte di quei muscoli che si mantengono in continua attività.
In particolare i dati sperimentali controllati hanno evidenziato che: il GH, il testosterone, gli ormoni tiroidei, la PRL ed il cortisolo aumentano non tanto in funzione della durata dell’esercizio quanto piuttosto dell’intensità dello sforzo impiegato a compierlo; l’incremento della PRL nel nuovo equilibrio ormonale provocato dall’esercizio fisico si concretizza soprattutto a favore di un aumento degli steroidi ad attività anabolizzante; nell’allenamento di forza e potenza il cortisolo, aumentato in un primo tempo, ritorna a precedenti valori basali mentre rimangono elevati sia il GH che il testosterone.
Appare pertanto ovvio che un corretto programma di esercizi fisici per i soggetti in somatopausa non può prescindere dalle considerazioni di cui sopra.



Tra le diverse attività fisiche indicate nella somatopausa un posto di rilievo occupa il bodybuilding ed un esempio di programma, da attuarsi con i pesi e la cyclette, è stato riportato nella Tabella. A tal proposito non c’è bisogno di sottolineare che nella formulazione di questo o di altri programmi di attività fisica finalizzati a migliorare e mantenere un adeguato trofismo muscolare nei soggetti in somatopausa non si può prescindere da una corretta valutazione dei margini di riserva funzionale dei principali apparati, poiché proprio da questi parametri dipende la tipologia, il carico da sostenere, la durata e i tempi di recupero degli esercizi e la frequenza settimanale delle sedute di allenamento.
La finalità di questi brevi cenni, lungi dall’essere esaustivi, è stata quella di stimolare l’interesse dei soggetti che si trovano in questa età critica della vita verso un’attività fisica di comprovata efficacia nel mantenere la loro salute e rallentare l’inevitabile processo della senescenza.