MTM n°25
MEDICAL TEAM MAGAZINE
Anno 9 - Numero 1 - gen/apr 2010
News - Istituto Superiore di Sanità
 






Anno 9 - Numero 1
gen/apr 2010

 




a cura della Redazione

PIANO ONCOLOGICO NAZIONALE 2010-2012

ricercatorePRESENTAZIONE
L’oncologia costituisce una delle priorità del Ministero. Tale priorità appare evidente se si considera non solo l'incidenza [oltre 250.000 nuovi casi/anno] ma anche la prevalenza [nel 2010 sono previsti oltre 2 milioni di casi] dei tumori in Italia.
Appare evidente quindi la necessità di una adeguata programmazione dello sviluppo tecnologico e della allocazione delle risorse disponibili. In tal senso il ministero ha sviluppato un piano triennale oncologico che cerca di affrontare tutti i problemi connessi all'oncologia, dalla prevenzione alla cure palliative.
Gli obiettivi più rilevanti consistono da una parte nella possibilità di offrire standard diagnostici e terapeutici sempre più elevati a tutti i cittadini italiani, riducendo il "gap" esistente fra le diverse aree del Paese e dall'altra nel contenimento della spesa sanitaria grazie ad una sempre maggiore razionalizzazione delle risorse.
Per tali motivi ampio risvolto è stato dato sia alla prevenzione [universale, secondaria e terziaria] che alla continuità di cura in fase diagnostica e terapeutica così come all'assistenza domiciliare e alle cure palliative.

AZIONI PROGRAMMATICHE TRIENNIO 2010–2012
• Definire standard di qualità telematiche di appropriatezza e di metodiche per la loro valutazione al fine di ridurre la mortalità per cancro a fronte di una riduzione degli sprechi;
• Ridurre il divario in mortalità per cancro fra le varie Regioni mediante un più razionale impiego delle risorse disponibili nella lotta contro il cancro;
• Ridurre la migrazione sanitaria fra le varie Regioni, favorendo una riduzione del divario tecnologico, organizzativo ed assistenziale;
• Incrementare la copertura da parte dei Registri Tumori del territorio nazionale dal 32% attuale al ³ 50%;
• Facilitare la creazione di Reti telematiche dei Registri Tumori;
• Sviluppare reti oncologiche con modelli tipo Hub § Spoke, dedicate in particolare allo sviluppo ed applicazione di nuove metodologie diagnostiche e terapeutiche ad alto contenuto tecnologico.

PREVENZIONE UNIVERSALE [PRIMARIA]
L’obiettivo di ridurre l’incidenza dei tumori riguarda l’attuazione di interventi di prevenzione universale o primaria che siano efficaci contro determinanti che possono essere caratteristici della popolazione e/o, di suoi sottogruppi e/o degli individui. Pertanto, una idonea pianificazione contro l’insorgenza dei tumori deve riguardare strategie e obiettivi sia a livello di popolazione che di individui con determinate caratteristiche: poiché i determinanti dell’incidenza a livello di popolazione e della suscettibilità individuale sono interrelati, gli interventi contro di essi dovranno essere articolati su più piani e efficientemente coordinati. Gli obiettivi di salute ritenuti allo stato attuale delle conoscenze, supportati da evidenze di efficacia e/o sui quali siano state definite a livello internazionale delle politiche cui l’Italia ha aderito:
1. Combattere il fumo
2. Promuovere alimentazione salubre e attività fisica
3. Combattere l’uso dell’alcol
4. Combattere gli agenti infettivi oncogeni
5. Combattere l’esposizione ad oncogeni negli ambienti di vita e di lavoro
6. Sviluppo tecnologico

PREVENZIONE SECONDARIA [SCREENING]
Gli obiettivi di prevenzione secondaria dei tumori [screening] con finalità di riduzione della mortalità causa specifica [talora anche dell’incidenza], possono essere raggiunti mediante interventi di sanità pubblica di popolazione o mediante un’attività di iniziativa dei professionisti negli ambiti erogativi della specialistica.
Gli interventi di sanità pubblica di popolazione costituiscono i “programmi organizzati di screening” [PS]. Tali interventi, sono inclusi dal 2001 nei Livelli Essenziali di Assistenza per quanto attiene ai tumori della mammella, cervice uterina e colon-retto.
Nel 2003 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione, proposta dalla Presidenza Italiana, per l’adozione, uniforme in tutti i Paesi dell’Unione, dell’offerta attiva dello screening per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto.
Il recente [2008] First Report della European Commission- Directorategeneral for Health&Consumers “Cancer screening in the European Union - Report on the implementation of the Council Recommendation on cancer screening” nel ribadire l’importanza di proseguire nell’implementazione dei programmi di screening evidenzia un generale positivo aumento dell’attività e come l’Italia si situi in un’incoraggiante fase di attuazione.
La programmazione italiana ha agito su due piani: l’inserimento della erogazione dei PS nel Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2008 e il sostegno alle infrastrutture regionali mediante i finanziamenti previsti dalla lg 138/04 e dalla lg 286/06.

PREVENZIONE TERZIARIA - LA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE E RECIDIVE DI MALATTIA
Oltre a quanto già detto sulla prevenzione primaria e secondaria, un ulteriore modo di prevenire i decessi per cancro è, ovviamente, anche quello di curare adeguatamente i tumori che recidivano [Prevenzione Terziaria].
Indubbiamente grazie al generale progresso delle scienze mediche ed in particolare al miglioramento delle tecnologie diagnostiche [soprattutto di imaging]; della chirurgia, della chemioterapia e della radioterapia si è registrato un sempre migliore risultato terapeutico che si traduce in una diminuzione dei tassi di mortalità; a tale performance è sostanzialmente riconducibile il fenomeno del differenziale tra incidenza e mortalità riscontrato per diversi tumori negli ultimi anni.
Tuttavia le persone che sopravvivono al cancro costituiscono un importante gruppo di popolazione, con caratteristiche particolari e bisogno di un risk-assessment personalizzato.