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a cura della Redazione
PIANO ONCOLOGICO NAZIONALE
2010-2012
PRESENTAZIONE
L’oncologia costituisce una delle priorità del Ministero. Tale priorità appare
evidente se si considera non solo l'incidenza [oltre 250.000 nuovi
casi/anno] ma anche la prevalenza [nel 2010 sono previsti oltre 2 milioni
di casi] dei tumori in Italia.
Appare evidente quindi la necessità di una adeguata programmazione
dello sviluppo tecnologico e della allocazione delle risorse disponibili.
In tal senso il ministero ha sviluppato un piano triennale oncologico
che cerca di affrontare tutti i problemi connessi all'oncologia, dalla
prevenzione alla cure palliative.
Gli obiettivi più rilevanti consistono da una parte nella possibilità di offrire
standard diagnostici e terapeutici sempre più elevati a tutti i cittadini
italiani, riducendo il "gap" esistente fra le diverse aree del Paese e
dall'altra nel contenimento della spesa sanitaria grazie ad una sempre
maggiore razionalizzazione delle risorse.
Per tali motivi ampio risvolto è stato dato sia alla prevenzione [universale,
secondaria e terziaria] che alla continuità di cura in fase diagnostica
e terapeutica così come all'assistenza domiciliare e alle cure palliative.
AZIONI PROGRAMMATICHE TRIENNIO 2010–2012
• Definire standard di qualità telematiche di appropriatezza e di metodiche
per la loro valutazione al fine di ridurre la mortalità per cancro
a fronte di una riduzione degli sprechi;
• Ridurre il divario in mortalità per cancro fra le varie Regioni mediante
un più razionale impiego delle risorse disponibili nella lotta contro
il cancro;
• Ridurre la migrazione sanitaria fra le varie Regioni, favorendo una riduzione
del divario tecnologico, organizzativo ed assistenziale;
• Incrementare la copertura da parte dei Registri Tumori del territorio nazionale
dal 32% attuale al ³ 50%;
• Facilitare la creazione di Reti telematiche dei Registri Tumori;
• Sviluppare reti oncologiche con modelli tipo Hub § Spoke, dedicate
in particolare allo sviluppo ed applicazione di nuove metodologie diagnostiche
e terapeutiche ad alto contenuto tecnologico.
PREVENZIONE UNIVERSALE [PRIMARIA]
L’obiettivo di ridurre l’incidenza dei tumori riguarda l’attuazione di interventi
di prevenzione universale o primaria che siano efficaci contro
determinanti che possono essere caratteristici della popolazione e/o,
di suoi sottogruppi e/o degli individui. Pertanto, una idonea pianificazione
contro l’insorgenza dei tumori deve riguardare strategie e obiettivi
sia a livello di popolazione che di individui con determinate caratteristiche:
poiché i determinanti dell’incidenza a livello di popolazione
e della suscettibilità individuale sono interrelati, gli interventi contro di
essi dovranno essere articolati su più piani e efficientemente coordinati.
Gli obiettivi di salute ritenuti allo stato attuale delle conoscenze,
supportati da evidenze di efficacia e/o sui quali siano state definite a
livello internazionale delle politiche cui l’Italia ha aderito:
1. Combattere il fumo
2. Promuovere alimentazione salubre e attività fisica
3. Combattere l’uso dell’alcol
4. Combattere gli agenti infettivi oncogeni
5. Combattere l’esposizione ad oncogeni negli ambienti di vita e di lavoro
6. Sviluppo tecnologico
PREVENZIONE SECONDARIA [SCREENING]
Gli obiettivi di prevenzione secondaria dei tumori [screening] con finalità
di riduzione della mortalità causa specifica [talora anche dell’incidenza],
possono essere raggiunti mediante interventi di sanità pubblica
di popolazione o mediante un’attività di iniziativa dei professionisti
negli ambiti erogativi della specialistica.
Gli interventi di sanità pubblica di popolazione costituiscono i “programmi
organizzati di screening” [PS]. Tali interventi, sono inclusi dal 2001 nei Livelli Essenziali di Assistenza per quanto attiene ai tumori della
mammella, cervice uterina e colon-retto.
Nel 2003 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione, proposta
dalla Presidenza Italiana, per l’adozione, uniforme in tutti i Paesi dell’Unione,
dell’offerta attiva dello screening per i tumori della mammella,
della cervice uterina e del colon-retto.
Il recente [2008] First Report della European Commission- Directorategeneral
for Health&Consumers “Cancer screening in the European Union
- Report on the implementation of the Council Recommendation on cancer
screening” nel ribadire l’importanza di proseguire nell’implementazione
dei programmi di screening evidenzia un generale positivo aumento
dell’attività e come l’Italia si situi in un’incoraggiante fase di attuazione.
La programmazione italiana ha agito su due piani: l’inserimento della
erogazione dei PS nel Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2008
e il sostegno alle infrastrutture regionali mediante i finanziamenti previsti
dalla lg 138/04 e dalla lg 286/06.
PREVENZIONE TERZIARIA - LA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE E RECIDIVE DI MALATTIA
Oltre a quanto già detto sulla prevenzione primaria e secondaria, un ulteriore
modo di prevenire i decessi per cancro è, ovviamente, anche
quello di curare adeguatamente i tumori che recidivano [Prevenzione
Terziaria].
Indubbiamente grazie al generale progresso delle scienze mediche ed
in particolare al miglioramento delle tecnologie diagnostiche [soprattutto
di imaging]; della chirurgia, della chemioterapia e della radioterapia
si è registrato un sempre migliore risultato terapeutico che si traduce
in una diminuzione dei tassi di mortalità; a tale performance è sostanzialmente
riconducibile il fenomeno del differenziale tra incidenza
e mortalità riscontrato per diversi tumori negli ultimi anni.
Tuttavia le persone che sopravvivono al cancro costituiscono un importante
gruppo di popolazione, con caratteristiche particolari e bisogno
di un risk-assessment personalizzato.
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